

Sarebbe
saggio (anzi salutare)
assumere nel dopopranzo una fumante tisana
dalle
proprietà digestive, ma se proprio deve essere alcool che almeno sia di
ottima
qualità e non infuso : al bando quindi limoncelli, amari, rosoli e ratafià e
spazio
ai distillati di uva e di frutta, ai whisky, ai cognac, agli armagnac, ai rum
e
soprattutto allinossidabile vecchia cara grappa, quella di vinaccia, capace
nella
sua cristallina semplicità di regalare vibranti emozioni.
La
nostra selezione comprende circa quaranta distillerie italiane (per un totale
di
trecento etichette), qualche chicca doltralpe, i whisky più rappresentativi
delle
islay e sicuramente alcuni tra i più
incredibili rum delle Americhe.
Alcune note di abbinamento
:
Fatto salvo il
principio per il quale - ognuno
beve ciò che vuole secondo
il proprio gusto
ed umore - ci piace condividere
labitudine tutta anglosassone
di bere
taluni whisky come aperitivo : la torba leggera e delicata di un
Bunnahabhain, ad esempio, può aprire degnamente
qualsiasi pranzo.
Per certi
distillati di uva o di frutta, invece, (pensiamo a Capovilla, a Giovi,
ad Andreas Laible o
allinarrivabile Hans
Krenn) mutueremmo
volentieri
dai Normanni
lidea di consumarli a metà pranzo così come essi fanno
da sempre con il
loro Calvados
magari in sostituzione del famigerato sorbetto.
Pur rimanendo
apprezzabili gli sforzi compiuti da certi amarascati o da certi chinati
nel tentativo di confrontarsi
con il cioccolato, continuiamo a ritenere l' whisky lunica
soluzione
possibile : i 15 anni di un Laphroaig o i 17 di un Ardbeg, la straordinaria
potenza di un Coal
Ila o di
un Clynelish giusto, restano lunico
contrappasso possibile
alla tempesta sensoriale scatenata da un Criollo Porcellana o da un Carenero Superior.
E piuttosto
diffusa labitudine ( bizzarra ?) di bagnare i
grandi sigari cubani in rari
e preziosi rum,
senza, peraltro, che ciò abbia un fondamento logico o sensoriale :
il maldestro
tentativo di osmosi finirebbe per inquinare irrimediabilmente entrambi
i prodotti.
Altro discorso è invece labbinamento : fumare un Trinidad (magari..!)
sorseggiando un Bally del 1950 o un Riserva Cantarelli, oppure, trascorrere le quasi due
ore necessarie per un
Lusitanias in compagnia di un Demerara
di 32 anni è
si unesperienza
da incorniciare.
Luniverso Grappa è talmente frammentato in tipologie e filosofie produttive e culturali, da
sfuggire ad ogni
tentativo di classificazione gerarchica : nulla
sembrerebbe accomunare
infatti, il
delicato Bagnomaria di Giovanni Poli con il rude Fuoco Diretto di Serafino Levi
ed entrambi, si direbbero lontanissimi dalla produzione industriale della Luigi Francoli
eppure, il filo
conduttore che unisce ogni buona grappa distillata lungo lo stivale è dato
dallo Spirito
.lo
Spirito di chi distilla sfuggendo alle lusinghe della moda
alla terra e
allindole di chi la lavora (vera quintessenza della grappa)
chi la consuma senza soverchiarla di momenti mentali : la Grappa non è un distillato
da meditazione ne
ha epiche storie da raccontare; la Grappa è un distillato
conviviale che nasce nel quotidiano per il quotidiano.